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Ecco i Maceta e il nuovo Inno italiano...
Satira - Maceta News
Scritto da Luca & Siro   
Giovedì 20 Agosto 2009 15:40

Comedy Planet vi presenta un divertentissimo testo, molto attuale, dei Maceta, i fratelli Luca e Siro, giovani autori che vantano collaborazioni con Buone Nuove, programma di Radio Italia condotto da Savi e Montieri, Due nel pallone, trasmissione di Radio Cuore con Niki Giustini, e con il blog di Enrico Montesano. I Maceta hanno scritto anche sul blog di Cesare Gallarini e hanno pubblicato alcune delle loro battute sull'agenda Vakka (di Comix), nelle edizioni 2004 e 2008 di Formiche & Cicale di Gino e Michele, i creatori di Zelig, e nell'Enciclopedia Universale della Battuta, sempre di Gino e Michele.

Divertitevi con questo loro pezzo: Fardelli d'Italia.

Saranno i 40 gradi e l’insopportabile afa, ma questa calda estate sembra aver imboccato il pericoloso crinale dell’assurdo. Con i mondiali di atletica leggera in corso a Berlino alcuni misteri sono stati svelati, altri no. Fino a ieri l’intero pianeta si chiedeva come Usain Bolt abbia potuto correre 100 metri in 9' e 58''; poi si è scoperto che era inseguito da Borghezio e Calderoli.

Ora impazza il giallo sul sesso dell’atleta sudafricana Caster Semenya, vincitrice degli 800 metri. Il caso è scoppiato durante l’allenamento della staffetta, allorché quello che la Semeneya ha appoggiato sulla mano della compagna di squadra non era certo il testimone. Così, ora c’è chi vuole commutare la medaglia d’oro in medaglia…duro, altri propongono un esame di femminilità. Il governo italiano, dopo aver ideato la Social Card e la Card del Tifoso, ha avanzato l’idea della Woman Card: per riconoscere l’identità sessuale basta far scorrere la tessera nell’apposita fessura, se c’è. La Semeneya non ci sta alla paventata revoca della medaglia; così è salita su uno dei fari che illuminano lo stadio di Berlino inscenando la sua protesta. Del resto siamo arrivati al punto in cui, se si ha una rivendicazione, basta esprimerla dall’alto. Dopo le gru ed il Colosseo sono salite alla ribalta le torri. Ecco le più gettonate: i gay protestano sulla Torre di Pisa, che anche lei ha una sua inclinazione; gli studenti bolognesi rimandati a settembre hanno scelto la Torre degli Asinelli, mentre gli indipendentisti partenopei volevano salire su Torre Annunziata. Solo dopo aver scoperto che si tratta di una città hanno ridimensionato le richieste. Molti leghisti si sono dati appuntamento sulla Madunina del Duomo di Milano perché esigono che vengano accolte le loro richieste: insegnamento del dialetto a scuola con presidi e professori “autoctoni”, istituzione delle gabbie salariali (nel caso degli extracomunitari vanno bene solo le gabbie), i giudici devono essere eletti dal popolo, le fiction recitate in dialetto (così, almeno, molti attori miglioreranno sensibilmente) e messa in discussione dell’inno nazionale, cioè il Va' Pensiero di Verdi al posto dell’inno di Mameli o, in alternativa, un mix tra i due. Ecco il testo del nuovo brano scritto di persona da Umberto Bossi:

VA’ PENSIERO D’ITALIA

Fratelli d’Italia
l’Italia s’è desta
al sud, che contesta,
abbiam messo la taglia.

Va, pensiero, sull’ali dorate
sulle tasse che mai abbiam pagate.
Lampedusa le riva saluta,
dai gommoni in tanti arrivati…
piedi nudi, sudano i colli,
ove olezzano, tepidi e molli
non si lavano ormai da Natal!

La figlia di Scipio
è incinta, che testa!,
è stato l’Abdul
che il padre detesta.
Dov’è la Vittoria?
È schiava, giù a Roma;
prima era Vittorio
ma adesso ha la mona;
vedessi che chioma!

Oh, mia patria, sì bella e perduta!
Oh, Brianza ti vorrei federal!
Arpa d’or, siamo amici di Papi;
quanta gnocca ci mostra in tivvù
e ci infonde potere e virtù.

Venite, venite alla Festa Padana
alle cucine in fila indiana.
Camìcie verdi, razza pura
con la salciccia sempre dura.
Stringiamci a coorte
e chiudiamo le porte
chiudiamo le porte
da Imperia a Salò, sì!