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Allegra, spiritosa, disponibile, Claudia Penoni è proprio come la maggior parte delle persone immagina un comico. La comicità è una sua dote naturale che viene fuori anche nelle battute di tutti i giorni ed è un'attrice completa, che spazia dal teatro al cinema, dal doppiaggio alla tv. Il suo curriculum è lungo e prestigioso e tra i suoi personaggi più amati c'è Cripztak, protagonista del cinema polacco con Petrektek (Leonardo Manera). In questi giorni la vediamo al cinema in Cado dalle nubi, dove intepreta la suocera di Checco Zalone. E tra i suoi impegni trova il tempo anche per progetti di rilevanza sociale come la campagna Se guidi non bevi. Scoprite cosa racconta in questa divertente intervista.
Claudia, tu sei un'attrice molto versatile, reciti a teatro, al cinema, in radio e in tv in format molto diversi tra loro (da Zelig al Saturday Night Live fino alle fiction e sit-com). C'è, tra questi, un mezzo che preferisci o con cui ti senti più a tuo agio? "No, mi van tutti benissimo! Anni fa quando ci tenevo ad essere sempre carina avrei risposto la 'radio' dove possono comunque e sempre immaginarti graziosa…… ma interpretando personaggi di donne 'mostruose' in tv, non ho più questo problema..."
Nei programmi e negli spettacoli comici il cast è in gran parte costituito da uomini. Tu come ti trovi con i tuoi colleghi? "Benissimo! Soprattutto se sono giovani e attraenti... no! Scherzo! Bene perché sono un po’ maschiaccio anch’io".
Per una donna è più difficile far ridere? Ci vuole tanta autoironia ed essere anche disposte a "imbruttirsi" come fai tu con Cripztak e con la signora Varagnolo... "Proprio ieri sera un mio collega diceva che la donna ha il problema del suo aspetto che non può passare inosservato: da quando entra in scena tutti guarderanno il suo corpo più che ascoltare le sue parole. Se questo è vero allora le donne che fanno ridere sono talmente brave da distrarre dal loro 'corpo', no? Certo, imbruttirsi aiuta molto, ma è bello poter far ridere senza la 'sovrastruttura' , la 'maschera' che ti fornisce l’indossare un costume.
Come sono nati questi due personaggi di donne frustrate? "La signora Varagnolo è nata per caso: dovevo riempire un buco di scena, dei colleghi dovevano cambiarsi d’abito e ci voleva un monologo comico per riempire. Comunque la signora Varagnolo esiste: non è identica alla mia, ma cammina così e in quanto al vestito si avvicina molto... Cripztak esisteva sulla carta. Ho letto le sue battute e ho provato ad immaginarla e siccome in prova ridevamo sia Leonardo che io, ho pensato: funziona! Facciamola così, certo non pensavo che tantissime donne mi dicessero che hanno una Cripztak in ufficio..."
Sul palcoscenico hai avuto (e in qualche caso hai ancora) partner come Enzo Iacchetti, Leonardo Manera, Paolo Cevoli... Pregi e difetti di questi tre grandi comici? "Ehhhhh! Sono persone diversissime tra loro, ma tutti e tre grandi artisti. I grandi artisti sono quelli che sul palco brillano di luce, sono quelli generosi che danno battute belle ai loro colleghi sul palco sapendo che così lo spettacolo sarà migliore. Sono quelli che continuano a 'sfornare' idee nuove. Devo molto a tutti e tre, hanno avuto fiducia in me e mi hanno aiutata a migliorare. Difetti...sono molti di più i pregi!"
E l'esperienza del QuasiTG con Rocco Tanica com'è stata? Il programma, trasmesso anche sui cellulari, è stato uno dei podcast più scaricati l'anno scorso... "Ci siamo fatti tante risate! È veramente un bel gruppo quello del Quasi TG, ogni volta che andavo in studio morivo di curiosità per vedere che tipo di collegamento avevano preparato per me, adesso aspetto e spero che mi chiamino anche per la prossima edizione!"
All'inizio della tua carriera ti ispiravi a qualcuno in particolare? Avevi o magari hai un idolo nel campo della recitazione? "Sì, ho un idolo che ho amato sin da bambina e al quale vorrei assomigliare anche nel corpo e magari un domani con la chirurgia plastica, chissà...: Stan Laurel. Amo tutto di lui, gli sguardi stupiti, i piagnistei, le pause, la camminata, la risata e soprattutto la sua dolcezza".
Tu sei anche una doppiatrice, presti la tua voce a personaggi dei cartoni animati, delle soap opera, degli sceneggiati radiofonici oltre che a spot tv. Che differenza c'è tra il doppiaggio e la recitazione sul palco o davanti a una telecamera? Doppiare dà meno ansia? E recitare anche col corpo è più "appagante"? "Doppiare dà tanta soddisfazione perché non è facile adattare la tua voce, il tuo modo di parlare a quello di un’altra, ma se l’altra è bellissima ed è anche una bravissima attrice e doppiata da te funziona, ti senti orgogliosa! Recitare anche col corpo è più appagante. Bisogna differenziare però: c’è chi recita solo col corpo e quindi è un mimo, chi recita col corpo e con la voce ma in quell’occasione è solo voce 'recitante' perché sta fermo, c’è chi è in scena col corpo ma con la testa da un’altra parte, insomma: è un casino!"
Com'è essere la suocera di Checco Zalone? (Ovviamente sul set... Parlaci del tuo personaggio in Cado dalle nubi) "Pensare di essere sua suocera mi fa tanto ridere! E siccome voglio bene a Luca mi farebbe ridere (e anche molto piacere) se lo fossi veramente nella vita! Mentre giravamo il film ci siamo molto divertiti, stare sul set con Checco è una bella sensazione. La suocera è una donna simpatica, tenera. Prova subito simpatia per Checco, dal primo giorno in cui la figlia glielo presenta, perché vede in lui il buono che c’è".
Sul set c'era un misto di attori di cinema e fiction e comici per lo più provenienti da Zelig come, oltre a te e Luca Medici, Raul Cremona e Stefano Chiodaroli... "Non ho girato scene con gli altri comici di Zelig. Ho lavorato soprattutto con Checco, Giulia Michelini e Ivano Marescotti, mia figlia e mio marito nel film. È una bella sensazione vedere insieme attori che arrivano da percorsi tanto diversi. Ed è bello vedere come sia possibile lavorare 'bene' nonostante questa differenza. Checco è stato grande in questo, ci ha fatto sentire tutti a nostro agio".
Il giorno di uscita del film (27 novembre) tu sei impegnata anche in uno spettacolo con Paolo Cevoli. Parlaci un po' della campagna Se guidi non bevi a cui è collegato. "Avete visto per caso lo spot? Se avete un minuto di tempo fatelo: è divertentissimo! (Potete vederlo qui n.d.r) È il giusto messaggio da passare ai giovani per sensibilizzarli sul tema della guida sicura e senza alcool. È stato fatto con sensibilità e creatività. Mi piace. E mi piace il messaggio".
Domanda banale, ma sempre molto interessante per i fan: a cosa stai lavorando adesso e quali sono i tuoi progetti per i prossimi mesi? "Ho appena finito di registrare la quarta serie di una sit-com per Disney Channel dal titolo Life Bites. Piace molto ai ragazzi ed è un prodotto di cui andiamo tanto fieri! Partirà da gennaio e andrà in onda tutti i giorni. Sempre a gennaio ripartirà Zelig e spero tanto di poter far parte del cast!"

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