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Home Professione comico Interviste Intervista a Giorgio Ganzerli, il sempre pungente Vauro di Scorie
Intervista a Giorgio Ganzerli, il sempre pungente Vauro di Scorie
Professione comico - Interviste
Scritto da Lucia Resta   
Venerdì 23 Ottobre 2009 15:51

Giorgio Ganzerli dalla scorsa stagione televisiva lo possiamo vedere a Scorie, dove propone un'apprezzatissima parodia di Vauro, il vignettista di Anno Zero. Ma oltre a essere un comico e un autore di tv, radio e teatro, molti sono affezionati ad alcuni suoi esilaranti personaggi del passato come l'Homo Caffeina, il discotecaro Ivo che cercava sempre Albertino, o ancora l'abbruttito e il membro della famiglia felice. Da Convenscion a Scatafascio, da Facciamo Cabaret (prima versione di Zelig) ai programmi della Gialappa's fino a Glob - L'osceno del villaggio, Giorgio Ganzerli ha calcato molti palchi, senza dimenticare mai la sua grande passione: il teatro. Comedy Planet lo ha intervistato per parlare un po' della nuova edizione di Scorie e di qualche suo personaggio del passato e del presente.

Giorgio, tu sei a Scorie già dalla scorsa edizione e per questa nuova stagione è cambiato il conduttore, una figura importante per voi comici in un programma così, perché vi fa da spalla. Come ti stai trovando con Elena Di Cioccio?
"Mi sto trovando molto bene. Per lei entrare nella conduzione di un programma già esistente non era facile, però se la sta cavando bene. Io parlo per me, ma penso di poter dire lo stesso anche per i miei colleghi, siamo tutti molto soddisfatti".

Il vero Vauro ha detto qualcosa a proposito della tua imitazione?
"Dalle voci che mi sono arrivate so che gli è piaciuta e si diverte molto a vederla. Devo dire che quando mi è stato chiesto di imitarlo io sono rimasto un po' stupito. L'idea è di Fabio Di Iorio, autore e capo-progetto di Scorie. Io in realtà non avevo mai pensato alla somiglianza con Vauro e poi non avevo mai immaginato di proporlo in un programma televisivo. Parlando con Fabio si pensava di presentare Vauro non tanto come vignettista quanto, più che altro, come comico di Anno Zero. Tra l'altro non è facile fare la parodia di un comico. Prima di tutto perché io ho una profonda stima di Vauro, poi perché certamente lui non è uno stupido ed è molto difficile parodiarlo. Così ci siamo concentrati su quel teatrino che lui e Santoro a volte fanno dando delle spiegazioni sulle vignette. Io cerco di essere più Vauro possibile. Al di là della somiglianza fisica, cerco di somigliarli anche nelle vignette".

Ma le vignette chi le scrive e chi le disegna?
"I disegni sono proprio quelli di Vauro. Prendo le sue vignette da Internet, poi cambio il testo, ci metto le mie parole in base alla notizia del giorno o della settimana, ma cerco sempre di rimanere vicino al suo stile".

Stai pensando anche a qualche altro personaggio da proporre a Scorie?
"All'inizio volevamo proporre Gheddafi, poi abbiamo cambiato idea anche perché si rischiava di toccare qualche argomento un po' troppo pesante per un programma come Scorie. Comunque siamo in tanti e per proporre nuovi personaggi ci sono problemi di spazi, le puntate non durano tantissimo".

Per te è più facile imitare qualcuno o creare un personaggio completamente nuovo come era per esempio l'Homo Caffeina che proponevi a Convenscion?

"Mi risulta molto più facile inventare dei personaggi. Ultimamente in tv si imitano sempre più spesso personaggi televisivi perché sono più immediati. Se proponi un personaggio già esistente ci metti poco a spiegare chi è, mentre un personaggio inventato ha bisogno di più tempo per essere capaito e assimilato".

Tornando indietro, l'Homo Caffeina come era nato?
"Era nato dal vedere tante persone, soprattutto a Milano, che sono sempre di fretta, non hanno tempo e quindi questo urlo del 'Cafeee!' era diventato una sua cifra di distinzione, un tormentone".

Scorie è un programma particolare nel panorama della comicità italiana. Non somiglia a quelli di Mediaset come Zelig o Colorado in cui c'è una sfilza di comici che si alternano sul palco, né a quelli della Rai come Parla con me o Che tempo che fa dove i comici si inseriscono in contesti in cui si cerca anche in qualche modo di informare o si parla di attualità con interviste a personaggi del mondo della cultura.
"Infatti Parla con me è un programma di satira che ha anche degli ospiti così come quello di Fazio, che è fatto soprattutto di interviste e riserva uno spazio a parte ai comici come Aldo Giovanni e Giacomo e la Littizzetto. Scorie invece è l'unico programma comico che però non è un catologo di comici che si esibiscono uno dopo l'altro. Ha una struttura più complessa, potremmo accostarlo ai programmi vecchia maniera, ai varietà. Quindi lunga vita a Scorie".

Infatti magari un po' più lungo e un po' prima sarebbe anche meglio...
"Eh sì, ma questo non dipende da me e me lo fanno notare in molti, in effetti, perché la gente la mattina deve andare a lavorare. Sono decisioni che dipendono dalla rete".

Prima di Scorie c'è X Factor che spesso, purtroppo, sfora tanto. Voi andate in onda in diretta, ma com'è l'attesa quando il programma che vi precede si dilunga troppo?

"Be' l'attesa è il meno, il problema è che a volte se loro sforano tanto poi alcuni di noi saltano, è successo un po' a tutti a rotazione, a me, ad Antonio Ornano, a Rocco Tanica. Dobbiamo finire necessariamente entro un certo orario e quindi a volte siamo costretti a tagliare alcuni interventi dalla scaletta".

Com'è il dietro le quinte di Scorie? Che amalgama c'è tra voi comici e con gli autori e la conduttrice?
"L'amalgama è eccezionale, non ci sono rivalità di alcun tipo né tensioni particolari. È molto tranquillo e anzi ci si diverte anche molto, anche se siamo sempre impegnati a mettere a punto i nostri sketch. Durante l'attesa guardiamo X Factor, magari non tutto perché poi dobbiamo preparare i nostri interventi, però un'occhiata la diamo perché comunque è un programma piacevole e poi magari ci dà qualche spunto, visto che noi veniamo subito dopo e possiamo trovare qualche idea relativa al talent show da proporre nel nostro programma".

Tu hai lavorato per la tv, la radio, il cinema, il teatro. Qual è il tuo mezzo preferito?
"Be', da un certo punto di vista preferisco la tv perché mi dà più soldi in questo momento... però il teatro rimane la mia anima. Il teatro è molto più difficile e comunque per andarci devi prima passare dalla tv, per farti conoscere, altrimenti poi non ti viene a vedere nessuno".

In tv di solito cosa guardi?
"Io guardo Anno Zero, non solo perché c'è Vauro, ma perché mi piace come programma. Mi piace anche Un giorno in pretura, ma purtroppo non lo fanno più e poi guardo La Storia siamo noi e qualche film, ma ormai oggi i film interrompono gli spot..."

I film dei tuoi colleghi comici al cinema li vai a vedere?

"Certo! Aldo Giovanni e Giacomo ormai sono diventati dei grandi e sono anche molto contento per Ale e Franz, quando passano dal piccolo al grande schermo vado a vederli con molta stima e sono proprio felice per loro".

Tra l'altro Ale e Franz in tv hanno portato un programma molto particolare come Buona la Prima!, che è fondamentalmente improvvisazione. Visto da comico quanto pensi possa essere difficile tenere la scena, per un periodo di tempo anche abbastanza lungo, improvvisando sugli spunti spesso surreali che danno gli autori con i loro suggerimenti?

"Visto da comico credo che sia una cosa molto bella da fare, improvvisare è sempre bello e credo che loro si divertano molto a farlo".

Ma pensi sia tutta improvvisazione o magari qualche battuta è già prevista da prima?

"L'impianto  dello show è basato essenzialmente sull'improvvisazione, si vede. Poi magari si può inserire la battuta di repertorio a seconda della situazione, ma quello che conta è soprattutto ciò che è improvvisato e loro sono molto bravi".