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Intervista ad Alice Mangione, la trionfatrice del Festival del Cabaret in Rosa
Professione comico - Interviste
Scritto da Lucia Resta   
Mercoledì 03 Giugno 2009 16:55

La concorrenza era molto agguerrita, le partecipanti all'VIII edizione del Festival Nazionale del Cabaret in Rosa erano una più brava dell'altra, ma lei ha convinto tutti e ha trionfato: Alice Mangione da Bergamo, nata nel 1984, ha stravinto presentando il bizzarro personaggio della Professoressa Hakuri. Vorrebbe prima o poi fare anche l'attrice "seria", ma la comicità ce l'ha nel sangue, come si può ben vedere in questa intervista.

Hai vinto il Festival Nazionale del Cabaret in Rosa mettendo d'accordo pubblico e critica. Raccontaci un po' come è andata la serata.
"Beh, anzitutto grazie per la domanda, nemmeno mia mamma è così curiosa. La serata è andata bene direi, no?
La finale era al Teatro Coccia di Novara, che è un teatro bellissimo all’italiana… con i palchetti tutti ricoperti di velluto… un onore. L’atmosfera del dietro le quinte era molto giocosa, anche perché ci conoscevamo tutte tra noi finaliste, quindi come succede la maggior parte delle volte tra comici prima dello spettacolo, abbiamo passato le due ore precedenti lo spettacolo a pigliarci per il culo. Poi, tra uomini ci si tira gli schiaffetti sul coppino, tra donne, invece, ci si passa la lacca e la cipria. Ma non credo che volessi sapere questo…
Che dire… Mentre stavano annunciando la vincitrice, stavo cazzeggiando (come mio solito) con Bred o Pitt di Bred e Pitt (tra gli ospiti della serata), quindi ad un certo punto ho sentito un vago 'Alice Mangione', ho guardato Corinna Grandi (un’altra finalista) che mi ha detto testuali parole: 'Vai cogliona!' E così mi sono precipitata sul palco, ma non avevo ancora capito cosa dovevo fare. Mi è venuto il dubbio che avessero annunciato la vincitrice… (perché scema sì, ma non fino in fondo) però poi ho pensato 'Cosa faccio? Ringrazio? Sorrido? E se stavano dicendo tutt’altro? Sai che figura di merda??' Così ho guardato Geppi, (Cucciari) che presentava la serata, poi quando mi ha sussurrato 'deficiente, hai vinto' a quel punto ho capito e ho pianto. Ma non perché avevo vinto, ma perché son proprio deficiente. Scherzi a parte, sono felicissima, perché, un riconoscimento a questo punto del mio percorso significa che sto andando nella direzione giusta. Sai la legge del bastone e della carota? Un po’ bastonate e un po’… la carota. Mi sono ricreduta, perché non avevo capito che la carota era da mangiare".
Tu sei l'"indimenticabile" Amalia Frellioje de La Febbra 1 e 2 e Agnetta, la nota soubrette sconosciuta di Grand'Angolo... Che ricordi hai di quel periodo? Come è stato lavorare con Maccio Capatonda e la Gialappa's?

"Marcello è un genio assoluto. La prima volta che ci siamo visti ci ha fatto vedere la prima versione de La Febbra, dove lui interpretava tutti i personaggi.
È un genio e punto.
Quando l’abbiamo registrato io non avevo idea di dove sarebbe finito e mai avrei pensato che fosse per la Gialappa’s. Durante le riprese Marcello mi diceva 'dì questo' e io lo dicevo, senza una minima connotazione, continuavo a chiedermi 'ma cosa vorrà dire', poi quando l’abbiamo visto in diretta su Italia1 ho pianto. Evidentemente sono una ragazza molto sensibile.
Ad Agnetta voglio molto bene, e non ho capito perché Maria De Filippi non l’ha mai chiamata a fare Amici".

Non hai ancora 25 anni, eppure già  da un bel po' di tempo lavori con grandi comici e hai già tanta esperienza. Quando hai deciso di fare la comica?
"Nel 2001, quando ero ancora convinta di poter fare l’attrice vera, ma nessuno ci credeva. Ho iniziato con due amiche Clarissa e Silvia, e il nostro trio si chiamava La Nina, la Pina e la Sant’Honorè, e io non ero né la Nina, né la Pina… All’inizio era una tragedia, ma poi quando ho visto la gente ridere ho capito che stavo facendo il lavoro più bello del mondo".
Ti piacerebbe anche recitare in film o fiction?

"Sì, decisamente. Quello del cinema è un linguaggio completamente diverso, ma per certi aspetti anche molto più accattivante. Spesso si dice che far ridere sia meno semplice, io trovo più difficile affrontare un ruolo drammatico, dove secondo me ci sono in gioco molte più cose personali.
Ho fatto di recente una piccolissima parte nel film di Lucini, una parte comica, anche se, appunto, mi piacerebbe moltissimo 'provarmi' in un bel ruolo drammatico. Così finalmente potrò piangere e nessuno si chiederà 'Perché?'".
Molto spesso sei autrice dei tuoi sketch. Come prepari i testi?
"Di solito la mattina, mi metto lì al tavolino e scrivo. Io amo particolarmente i pezzi di cabaret con la musica, quindi quando scrivo mi immagino sempre una colonna sonora, che poi spiego a Enrico Ballardini,  mio amico, che mi accompagna con la chitarra nel mio spettacolo Sola me le do, e di solito gli spiego il pezzo, gli canticchio la musica che avrei in mente, lui mi guarda e mi dice 'ma veramente hai intenzione di fare ‘sta roba?'. Poi in verità le cose migliori nascono in improvvisazione durante gli spettacoli, il pubblico è sempre un’ottima spalla, e poi… pezzetto dopo pezzetto… Lo spettacolo non è mai uguale a quello prima, questa è la vera magia".
Come è stato lavorare a BonsaiTv?
"Molto divertente! L’ultima cosa che ho fatto è stata Scout! Out!, una sit com che ha coronato un grande sogno, quello di lavorare con la mia migliore amica, la gnoccolosissima Lavinia Longhi, dove siamo due boy scout rinchiuse in una caverna. Fare quello che più mi piace con lei è sicuramente un obiettivo mica da ridere, eh. Anzi, ne approfitto per dire che in futuro vorrei continuare a lavorare con lei, la forza di un prodotto del genere, è stata prima di tutto generata dal forte affiatamento che c’è tra di noi, e non portarla avanti sarebbe un peccato. Anche perché lei è un’attrice bravissima, con un talento diverso dal mio, e associate, siamo una coppia bomba! No?".
La professoressa Hakuri come è nata?
"Vuoi la verità? Nella vasca da bagno. E non vorrei aggiungere altro".
Programmi per il futuro?
Per quest’estate promuoverò il mio spettacolo Sola me le do in una mini turneè con Enrico, poi da settembre si vedrà, è un lavoro dove le proposte arrivano un giorno con l’altro. Poi pensavo di abbronzarmi un pochino visto che gli amici dopo 'Ciao come va' mi dicono 'ma come sei bianca, sembri un cadavere!' (stronzi…). Poi in generale calcare il più possibile il palcoscenico, che è infine il luogo dove mi sento più a casa e dove mi riesco a esprimere di più, a differenza della televisione, che in Italia non permette molto, per il momento. Ma non bisogna smettere di avere fiducia nel prossimo. Forse".

Potete vedere alcune divertentissime esibizione di Alice nel suo myspace www.myspace.com/alicemangione